
“C'era una volta un cantautore, con la chitarra in mano, con i capelli scuri e tante storie da raccontare”...
Un cantautore che ha le parole giuste per esprimere le cose della vita.
Sto parlando di Adolfo De Cecco, giovane artista che con le sue canzoni riesce a ricreare l'atmosfera fine anni 70, senza per questo risultare “anacronistico”, anzi, piuttosto “retrò”, come lui stesso si definisce, avvicinandosi alla musicalità e ai modi cantautorali dell'epoca, ma con uno stile personalissimo e vivace.
Toccando i temi più disparati, senza mai sfiorare la banalità, neanche quando il tema è l'amore (“Ti mando un bacio dall'altro capo della città” ne è un esempio) l'artista arriva al cuore parlando sottovoce, quasi in punta di piedi, per poi colpire al momento giusto, con frasi d'effetto che ti restano dentro (“scorgo il petalo nero del tuo giglio bianco”).

Il progetto dal titolo "Lilium...le petit tour" che sta portando nei teatri e nelle piazze d'Abruzzo, con il supporto validissimo della sua band che lo accompagna magistralmente, contiene alcuni brani del suo lavoro d'esordio “O si scrive, o si canta” del 2006 , realizzato in collaborazione con Giorgio D'Orazio, con il quale ha scritto una bellissima raccolta di poesie, e brani dell'album di prossima uscita.

Per la parte scenografica, si è affidato a Paolo Spadaccini che ha creato le immagini che scorrono suggestivamente su un maxischermo, durante il concerto.
Sua è l'immagine del giglio stilizzato che compare sul palco che lui stesso con fugaci ma di grande effetto, “apparizioni”, pianta simbolicamente in vasetti di coccio...come a voler dare col suo gesto, un significato di continuità a questo candido simbolo di purezza.
E pura emozione è quello che resta dentro ciascuno di noi, dopo aver assistito al concerto di questo giovane ma maturo artista.

Teniamolo d'occhio...
Laura Barocci
uff.stampa Gallirecords








